Targhe in legno realizzate ad incisione laser. Le tavole, provenienti da Pallet certificati FSC, arrivati a fine ciclo, sono state lavorate e lucidate con cera naturale. Riprendendo la forma di un libro, diventano un ricordo da esporre in libreria, magari inserendo delle immagini fotografiche al suo interno.

 

 

Ecco uno dei vincitori morali del Festival 2010: Gabriella (film di Patrizia Marani, Paradiso ritrovato).

Sinossi del film, visibile su Arcoiris.tv

Se ogni singolo giardiniere cambiasse il proprio modo di fare giardinaggio, sarebbe una vera e propria rivoluzione ecologica. Ed è quello che Gabriella, ex attrice e allieva ideale dei grandi giardinieri mondiali e dell’agricoltura naturale, sta cercando di far sì che avvenga.  Dal suo bellissimo giardino di un ettaro sulle montagne dell’Appennino Emiliano dà corpo a ciò che lei considera la sua missione: proteggere l’ambiente. Creando un santurario di specie vegetali rare o estinte, dando alle umili piante spontanee lo stesso spazio e cura delle nobili piante coltivate, e insegnando le sue tecniche a migliaia di visitatori da tutte le parti del mondo.

 

 

7 giornate per pensare, progettare, disegnare e materializzare idee che sovvertano il Pallet. Sedute e punti d'appoggio, strutture espositive e giochi di forme; decostruire il concetto ortogonale del pallet per strutturare spazi organici.
Creare nuove dinamiche di aggregazione, permettere la massima vivibilità del parco, renderlo interattivo e portatore di un progetto giovane.
Un progetto che espone i lavori dei suoi partecipanti, che si espone in corso d'opera.



L'esperienza formativa ha coinvolto i ragazzi di differenti anni di una

rinomata scuola di design romana, l'Isia.

Oltre ad un'ottima opportunità di socializzazione, il lavoro an plain air si è trasformato in un'occasione per avvicinare la ricerca universitaria al pubblico di un parco di quartiere.

I ragazzi partecipanti: Flavia Ruvidi - Loris Marotta - Marco Battaglia - Alessio Milano - Enrico Sinatra - Giulia Del Bosco - Fabio Pulsinelli - Pamela Marziale - Matteo Rapisarda - Marcello Cannarsa - Francesca Mungiguerra - Anna Lombardi - Giona Fiorentino - Filippo Cuttica - Francesco Di Pietro - Stefano Di Primio - Stefano Grazioli - Gabriele Vagnoni

Tutor: Stefano Cieri, Luigi Cuppone, Mario Lamberti, Raul Sciurpa

 

 

Progettazione di un allestimento a basso impatto, con strutture che permettono il pieno reimpiego dei mobili espositori per future esposizioni.

 

 

Le strutture sono realizzate in legno massello, supportate da compensato impiallacciato. Pannelli curvati di plexiglass individuano le porzioni espositive, sia per i reperti che per i pannelli illustrativi. Tutti i pezzi sono progettati per poter essere smontati facilmente; risulta quindi maneggevole disassemblare le teche per poterle trasferire e riallestire nei nuovi luoghi.

 

 

Le teche conservative rispondono a tutte le necessità di climatizzazione dei reperti: isolamento, monitoraggio ambientale, assorbimento dell'umidità.
I pannelli esplicano la storia del Farsetto e del suo indossatore; evidenziano le finiture sartorialii, le fasi di restauro. Fotografie macro ed illustrazioni sintetiche permettono una fruizione approfondita e più consapevole.

 


 

Per frenare i granelli di sabbia, complici dell'avanzamento delle dune, semi di piante pioniere vengono intrecciati in tappeti di fibra che, all'arrivo delle prime piogge, vengono seppelliti sulle creste dunari. La corda, contrariamente alla sabbia, trattiene l'umidità e assicura la germinazione delle piante. Questo sistema velocizza l'operazione di materassamento verde delle dune e protegge i semi da uccelli e roditori.

 

 

 

 

Il progetto ha riguardato l'inserimento di elementi sostenibili e a basso costo per dare un nuovo volto a Villa Prandico, masseria per il turismo rurale.

Attraverso piccoli interventi si è attribuita maggior importanza alle mura perimetrali dell'edificio. Come grandi falene poggiate alle mura, i punti luce in ferro battuto richiamano curve antiche; le loro ombre ridisegnano atmosfere della masseria che fu.

 

Dovendo utilizzare cemento autolivellante per la nuova sala di 200m2, si è scelto un colore ed una texture che richiamassero la terra rossa e le sue fessurazioni. Sulle pareti si sono inseriti pannelli di sughero, ricoperti con calce traspirante; questo ha migliorato le proprietà di isolamento termico nonchè l'assorbimento acustico. In prossimità dell'area adibita alla musica dal vivo, cuscini di fibra di canapa hanno ulteriormente ridotto il riverbero, mentre le altre pareti e la controsoffittatura hanno assunto inclinazioni tali da diffondere al meglio il suono in tutta la sala.

 

 

La pietra leccese è stata impiegata per tutte le rifiniture, come anche per i punti luce sulle pareti. Il controsoffitto, totalmente ispezionabile, è stato composto con assi di legno di seconda scelta, trattate con grassello di calce, per ridurne l'impatto cromatico e, in base alla vigente normativa antincendio, con vernice ignifuga autoestinguente.